|
Grazie al ritrovamento di alcune strutture nell’agro del territorio, si è potuto stabilire che Sepino era abitata già all’epoca della preistoria.
Furono i Sanniti che, ispezionato il territorio, lo adattarono alle proprie esigenze difensive. La rocca realizzata all’epoca, denominata oggi "Terravecchia”, fu violata e distrutta dai romani dopo duri combattimenti nel corso della terza guerra sannitica.
Con la caduta dell’impero romano ed in seguito a fenomeni naturali accompagnati da un degrado ambientale, la cittadina iniziò a spopolarsi.
In seguito, nel VII secolo, la zona fu ripopolata e bonificata dalla colonia bulgara, guidata da Altzeco.
A causa di incursioni da parte dei saraceni, ci fu un nuovo e definitivo abbandono della zona. La popolazione si rifugiò nell’agro di Terravecchia, rinforzando le strutture difensive.
Di li a poco quella zona sarebbe diventata il centro abitato dell’attuale paese.
Gli scavi del “Municipium” di Sepino sono il gioiello del Molise. Le mura, edificate nel 4 d.C., per volere di Tiberio, racchiudono una vasta area quadrangolare e trenta torri ne scandiscono il perimetro.
Percorrendo il cardo e il decumano, alle cui estremità sono situate le quattro porte di accesso, è possibile ammirare tutte le costruzioni che componevano l’impianto urbano di Saepinum:
Altre terme meglio conservate si trovano a ridosso delle mura di cinta, presso Porta Bovianum.
Non va tralasciata una passeggiata nel centro storico dell’attuale Sepino, dove sono da visitare la chiesa di Santa Cristina, di Santa Maria Assunta e di San Lorenzo.
Il convento seicentesco della SS. Trinità custodisce all’interno dipinti, statue e mosaici.
|